Quando si parla di allergia è indispensabile non fare confusione tra tre fenomeni simili, ma contemporaneamente molto diversi tra di loro:

Allergie alimentari

Allergie da contatto

Allergie respiratorie

Il Sistema Immunitario che è essenziale per proteggere l’organismo quando entra in contatto con elementi patogeni (virus, batteri, muffe) o tossici (quali inquinanti ambientali) è alla base dei tre meccanismi difensivi sopra citati.

Questo sistema difensivo però talvolta degenera, creando reazioni esagerate per sostanze comunemente ben sopportate dalla maggioranza della popolazione.

Perché questo avviene?

Quando una sostanza entra in contatto con il nostro corpo il sistema immunitario ne verifica la compatibilità con l’organismo e se la ritiene estranea e potenzialmente pericolosa l’attacca.

Alcuni soggetti sono maggiormente “permalosi” a sostanze estranee, soprattutto per cause genetiche. I figli di un genitore allergico hanno il 30% di probabilità di sviluppare queste patologie durante la propria vita, mentre il rischio sale all’80% se entrambi i genitori sono allergici. Può instaurarsi in queste circostanze la così detta marcia allergica che inizia fin dai primi mesi di vita con manifestazioni di dermatite atopica, evolvendo successivamente in allergie alimentari, per terminare il percorso dopo l’età dello sviluppo con fenomeni asmatici. Ben l’80% dei lattanti che manifestano gravi episodi atopici svilupperanno da adulti reazioni respiratorie di tipo allergico.

Altri fattori predisponenti sono uno svezzamento non corretto che non consente all’organismo di entrare gradualmente in contatto con tutti gli alimenti, una cattiva alimentazione giovanile con prevalenza di cibi grassi o zuccherini, l’ uso prolungato di corticosteroidi, antinfiammatori ed antibiotici, gravi stress emotivi …

Le reazioni che l’organismo produce sono teoricamente di natura difensiva, servono per allontanare gli allergeni dalle vie respiratorie: forte lacrimazione, rinorrea e starnuti, oppure asma allergico, per impedire a virus, batteri o sostanze inquinanti di raggiungere le vie aeree profonde.

Possono verificarsi reazioni vascolari con produzione di edemi, così da richiamare difese immunitarie localmente per contrastare elementi patogeni.

In casi particolarmente gravi di reazione allergica il meccanismo reattivo può portare allo Shock anafilattico.

Il meccanismo parte dal riconoscimento dell’elemento invasore tramite le Immuno Globuline E (IgE), che presentano l’aggressore ad alcune cellule specializzate nella difesa dell’organismo: i Mastociti. Questi ultimi liberano dal loro interno l’Istamina, che scatena le reazioni dell’organismo.

Per tali ragioni i prodotti maggiormente prescritti nei soggetti allergici sono antistaminici (per bloccare le reazioni scatenate dall’istamina) e cortisonici, per diminuire il laringospasmo, gli edemi e scongiurare eventuali Shock anafilattici.

Queste due categorie di prodotti non sono prive di effetti collaterali pericolosi.

Gli antistaminici portano a:

  • Sonnolenza
  • Riduzione dell’attenzione
  • Con pericolo nella guida, ma anche nelle più comuni attività quotidiane
  • Non devono essere adoperati in caso di gravi patologie renali
  • Devono fare attenzione tutti i pazienti epilettici.
La lista degli effetti collaterali da cortisonici è lunghissima

  • È un’immunosopressore ed è pertanto pericoloso utilizzarlo durante infezioni virali o batteriche e l’uso prolungato predispone a patologie infettive o micotiche.
  • Devono fare attenzione i soggetti che soffrono di diabete, pressione alta, diverticolite o colite ulcerosa, insufficienza renale, insufficienza epatica, problemi tiroidei, debolezza muscolare od in caso di ridotta coagulazione (non deve essere somministrata assieme ad antinfiammatori).
  • Dato che ritarda la cicatrizzazione particolare attenzione in caso di ferite, ulcere o dopo interventi chirurgici.
  • Non deve essere adoperato da chi soffre di patologie cardiache.
  • Essendo uno stimolante centrale può provocare insonnia e non deve essere utilizzato in soggetti con alterazioni psichiche od emotive.
  • Non va impiegato in caso di glaucoma ed a lungo in caso di pressione oculare alta.
  • Può portare ad osteoporosi, particolare attenzione nei neonati e negli anziani.
  • Devono fare attenzione i soggetti che soffrono di diabete, pressione alta, diverticolite o colite ulcerosa, insufficienza renale, insufficienza epatica, problemi tiroidei, debolezza muscolare od in caso di ridotta coagulazione (non deve essere somministrata assieme ad antinfiammatori).
Le sostanze che con maggior facilità innescano il processo allergico sono gli Acari della polvere, i peli o gli epiteli degli animali domestici, le Graminacee, la Parietaria ed un gran numero di alberi ad alto fusto. Per tale ragione è essenziale: mantenere le camere della casa ben asciutte, prive di fonti di umidità e ben aerate, controllando che non si formino macchie di muffa alle pareti o negli angoli delle camere. Lavare gli indumenti a temperatura superiore a 60° ed esporli il più possibile al sole. Evitare di introdurre gli animali nelle camere da letto. Può essere utile l’impiego di depuratori d'aria ad azione antipolline e nel periodo in cui siano presenti nell’ambiente esterno pollini ai quali il paziente risulti sensibilizzato mantenere le finestre chiuse ed evitare i ricambi dell’aria durante il giorno se non per un brevissimo periodo di tempo (non più di 5 minuti al giorno) e comunque in assenza di vento (meno vincolante se il tempo è piovoso). In tal modo sarà possibile eliminare i cattivi odori senza rischiare di introdurre nuovi pollini allergenici nell’ambiente interno.

Nelle prossime puntate dedicate alle allergie esamineremo da vicino possibili terapie fitoterapiche ed omeopatiche in fase acuta e preventiva. Continuate a seguirci!