L’allergia è una patologia cronica tendenzialmente ingravescente, questo significa che, di norma, tende con l’età a peggiorare. Nel caso della patologia respiratoria parte dalla reazione allergica ad un singolo allergene, per poi, nel corso degli anni coinvolgere sempre più diverse sostanze, fino a trasformarsi in asma.


Ciò significa necessariamente trattare il paziente con una terapia di fondo, costruita e cucita dal medico sul paziente, associata ad isoterapici (gli stessi allergeni in dosi fortemente diluite) per desensibilizzare lentamente il paziente, associata ad una terapia sintomatica.


Il Pollensì è una miscela di pollini di Gramigna, Parietaria, Artemisia, Ambrosia, Erba mazzolina, Nocciolo e Betulla bianca. Questo prodotto deve essere impiegato in maniera preventiva, almeno uno o meglio due mesi prima dell’insorgere della patologia allergica. L’utilizzo è di cinque granuli due volte la settimana.


Se si è lisciata la fase preventiva si può intervenire nella fase acuta sui singoli sintomi. Parliamo in questo terzo intervento sul tema delle allergie di terapie sintomatiche, lasciando al medico allergologo omeopata la gestione dei rimedi di fondo.


Sintomo di gran lunga più comune nelle allergie respiratorie sono le riniti. Parliamo di riniti al plurale in quanto si manifestano con caratteristiche molto diverse ed in continua evoluzione. La localizzazione del fenomeno allergico può, infatti, riguardare oltre al naso gli occhi, la testa, la faringe o l’odorato. Come sempre, in omeopatia, sarà poi necessario osservare le modalità di miglioramento / peggioramento (caldo/freddo, movimento/inerzia, mattina/sera).


  • In caso di prevalente lacrimazione

L’Allium cepa viene impiegato quando si viene colpiti da una rinorrea fluida, (flusso di muco acquoso, trasparente che cade a goccioline) con abbondante lacrimazione e starnuti a raffica quando si entra in un ambiente caldo. Sulla laringe, al contrario, l’aria fredda produce tosse spasmodica, che può portare a raucedine. Gli occhi sono molto sensibili alla luce, bruciano, ma non sono irritati. I sintomi migliorano all’aperto all’aria fresca, sempre che non ci siano allergeni in circolazione. Nella fasi acute si utilizza in diluizione tra la 5 e la 9 CH anche con frequenza di 5 granuli ogni ora, fino a tre volte al giorno in fase di remissione.

Quando il paziente sente il disturbo principalmente agli occhi, con irritazione, bruciore e lacrimazione irritante, mentre la secrezione nasale è densa, è preferibile l’uso di Euphrasia, con le stesse modalità dell’Allium cepa.


  • Starnuti a raffica

Anche nella Sabadilla l’impiego è quando si ha lacrimazione e rinorrea, ma sono soprattutto le palpebre ad essere irritate e le secrezioni nasali sono dapprima liquide, poi dense, con la sensazione d’avere la narice ostruita e pruriginosa.    Questo rimedio si usa quando i sintomi migliorano con l’aria e le bevande calde. Il palato prude, tanto da dover essere grattato con la lingua e si ha la necessità di deglutire continuamente. Il paziente Sabadilla è sempre estremamente freddoloso. Nella fasi acute si utilizza in diluizione tra la 5 e la 9 CH anche con frequenza di 5 granuli più volte ogni ora, fino a due volte al giorno in fase di remissione.

La Nux vomica è caratterizzata ancora da starnuti a raffica, prevalentemente durante il mattino, con il freddo o alle correnti d’aria. Forte prurito della narice, che risulta chiusa e secca la sera. Con il caldo e l’aria aperta il raffreddore “migliora” diventando fluido (Allium cepa).  

Nella fase acuta si impiega alla 9 – 15 CH, cinque granuli ogni due ore.


  • Edema

L’Apis mellifica è un rimedio d’emergenza in caso di edema oculare, con sensazione pungente o bruciante. Le sensazioni peggiorano con il caldo e migliorano con il freddo. 

L’Apis deve sempre essere adoperata ad una diluizione alta (dalla 15CH) con frequenza estremamente ravvicinata, anche ogni 5 minuti nelle fasi iniziali.


  • Bruciore della laringe

Poumon histamine agisce sui meccanismi allergici delle vie respiratorie, legati al bruciore della laringe e della trachea, essendo composto da numerosi mediatori delle allergie e delle infiammazioni (istamina, leucotrieni ...). 

Alla 15 CH, cinque granuli al dì nella fase di prevenzione, ogni tre ore nelle fasi acute, alla 9 CH due volte al giorno nel trattamento di fondo delle malattie allergiche.

 

In tutte le circostanze è possibile intervenire anche nel trattamento omeopatico con il Ribes nigrum M.G., come visto nell’articolo precedente dedicato alle terapie fitoterapiche e con la Nigella sativa T.M., principio caratterizzato da un’azione antistaminica naturale. In questo caso, come nelle terapie con l’utilizzo di prodotti di sintesi, l’impiego è da preferire la sera, fino a cento gocce.


Esistono anche dei composti omeopatici, quando è impossibile orientarsi con chiarezza nei sintomi per la loro estrema variabilità. Sinalia, ad esempio, contiene Allium Cepa 5 CH, Ambrosia artemisiaefolia 5 CH, Euphrasia officinalis 5 CH, Histaminum muriaticum 9 CH, Sabadilla officinarum 5 CH e Solidago virga aurea 5 CH.   

                                                                                                                                             

Rimane il dubbio personale se lanciare tanti segnali contraddittori all’organismo sia un buon modo di fare omeopatia.


Quali sono i criteri per scegliere una terapia anziché un’altra?


Come tutti i soggetti allergici sanno, nonostante ci siano molteplici possibilità terapeutiche a loro disposizione, il periodo in cui la patologia si manifesta in fase acuta è estremamente difficile da gestire. La buona notizia è che i diversi protocolli terapeutici, con prodotti di sintesi, fitoterapici ed omeopatici non sono in alternativa gli uni agli altri ma possono essere integrati, agendo sinergicamente tra di loro.


            Siamo tutti diversi, un buon paziente è quello che sapendosi osservare riesce a scegliere di volta in volta il prodotto che più gli si confà.